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PRIMAVERA ALLE PORTE parte 3

Pubblicato il 16 aprile 2018 alle 09.30

"PRIMAVERA ALLE PORTE, APPUNTAMENTO DAL VETERINARIO"

Parte 3: leishmania

Non tutti sanno che i più comuni pappataci appartenenti al gruppo dei Flebotomi (vedi foto) durante la stagione calda sono vettori di una grave malattia che può colpire il nostro cane: la leishmaniosi.

Questa è una malattia parassitaria causata da un protozoo che necessita, per completare il suo ciclo di vita,di due ospiti:

uno intermedio cioè un insetto vettore (il pappatacio) ed uno definitivo rappresentato dall'ospite vertebrato (cane).

Quando un flebotomo non infetto esegue il suo pasto di sangue su un ospite infetto ingerisce la forma non infettante del protozoo. All'interno del vettore vi sono una serie di trasformazioni che rendono il parassita altamente infettante. La femmina ematofaga del flebotomo a questo punto trasmette il parassita durante il successivo pasto di sangue agli animali e all'uomo (in quest'ultimo il rischio di contagio non è elevato e si può sviluppare la malattia solitamente se in stato di grave immunodepressione; basti pensare che per esempio nella vicina Liguria, zona fortemente enzootica, tanti di noi vanno in vacanza senza aver mai contratto la malattia).

I pappataci sono presenti tutto l'anno principalmente nei paesi tropicali, mentre sono attivi solo durante i mesi caldi dell'anno nei paesi a clima temperato (come l'Italia). In passato la malattia era diffusa principalmente solo lungo le coste, ma adesso è presente anche in altre regioni come il Piemonte (nella nostra zona abbiamo avuto molti casi a Monforte, Monchiero e alcune colline di Dogliani); questo è dovuto alla più recente tendenza di portare il cane in vacanza con noi o all'adozione di cani provenienti da luoghi endemici, causando cosi anche uno spostamento delle malattie.

I flebotomi sono attivi nelle ore crepuscolari e notturne e quando la temperatura esterna è compresa tra i 15 ed i 28 gradi in presenza di umidità ed assenza di vento e pioggia.

La leishmaniosi canina si presenta in una vasta gamma di manifestazioni cliniche e di livelli di gravità in base alla risposta immunitaria dell'animale e non vi è una predisposizione di sesso, razza ed età; ecco alcuni sintomi:

-in generale perdita di peso, anoressia, abbattimento, aumento dei linfonodi, pallore delle mucose, epistassi (sangue dal naso), disturbi intestinali etc

-forma viscerale che causa gravi lesioni renali

-forma muco-cutanea che causa perdita di pelo, papule, ulcere, croste, crescita eccessiva delle unghie etc (soprattutto intorno agli occhi, la bocca, tronco e arti, vedi foto)

-se colpisce le articolazioni causa dolore e zoppia

-se colpisce gli occhi causa congiuntiviti, uveiti e può esitare in cecità se non curata per tempo

Tutti questi sintomi se non curati possono portare a morte dell'animale per questo una diagnosi ed una terapia tempestiva sono fondamentali.

La diagnosi si basa su prelievo citologico laddove sia possibile, sugli esami ematici di base effettuati in ambulatorio, su un test test rapido e su esami più specifici inviati presso laboratori esterni.

A seguito di tutti questi accertamenti si effettuerà una terapia mirata ad ogni singolo caso, ma è importante ricordare che il cane sarà sempre portatore di leishmania e quindi dovrà sempre essere monitorato e protetto da antiparassitari.

Attualmente la strategia più efficace è la protezione del cane con repellenti in forma di collari o formulazioni spot-on (che solitamente proteggono anche contro pulci e zecche) che vanno usati con regolarità e precisione. In merito agli spot-on è importante ricordare al proprietario che quelli attivi contro la leishmaniosi sono a base di permetrina sostanza altamente tossica per i gatti.

E' in commercio anche un vaccino che noi consigliamo ai soggetti fortemente a rischio, esso come tutti i vaccini non evita che il cane si possa infettare (per questo non va sostituito ai prodotti repellenti) ma stimola il suo sistema immunitario per una risposta più rapida ed efficace.

Altre misure di controllo per ridurre la trasmissione della malattia includono il ricovero dei cani in locali chiusi e/o protetti da zanzariere ed insetticidi ambientali dall'imbrunire all'alba.

La leishmaniosi interessa anche i nostri amici gatti??

La risposta è si, ma per lo più in forma subclinica ed i casi descritti sono davvero pochi. La patogenesi della leishmaniosi felina non è attualmente nota.


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